Mercoledì 15 Agosto 2018
AREA LAVORO

INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI

Si elenca un quadro riassuntivo delle principali misure agevolative per l`assunzioni dei lavoratori.

Enna, 07/02/2012

Si elenca un quadro riassuntivo delle principali misure agevolative per l`assunzioni dei lavoratori. Tale riepilogo è da considerarsi in progress, dato il continuo evolversi della normativa. LAVORATORI DISOCCUPATI O SOSPESI DA ALMENO 24 MESI L`art. 8, comma 9, della legge n. 407/1990 prevede un abbattimento contributivo per trentasei mesi nel caso in cui i datori di lavoro assumano a tempo indeterminato disoccupati da almeno ventiquattro mesi o lavoratori sospesi e beneficiari di trattamento integrativo straordinario da un uguale periodo. Le assunzioni non debbono essere dirette a sostituire lavoratori licenziati o sospesi. L`incentivo è soltanto di natura contributiva ed è pari: a) al 50% nel centro nord; b) al 100% nel Mezzogiorno e in favore delle imprese artigiane, ovunque ubicate. Ovviamente, sia nell`uno che nell`altro caso la contribuzione a carico del lavoratore resta inalterata. In caso di assunzione a tempo parziale ma indeterminato il beneficio, rapportato alla prestazione lavorativa, viene riconosciuto, secondo l`orientamento espresso dal Ministero del Lavoro nella nota n. 1179 del 4 marzo 1993 e dall`INPS con le circolari n. 25/1991, n. 215/1991 e n. 121/1993. Per il riconoscimento delle agevolazioni la circolare INPS n. 51/2004 richiede due condizioni: la prima è la dichiarazione di responsabilità ex DPR n. 445/2000 prodotta dal lavoratore al centro per l`impiego, la seconda è l`attestazione di permanenza del soggetto nello stato di disoccupazione. ASSUNZIONE A TEMPO PIENO ED INDETERMINATO DI LAVORATORI IN CIGS DA ALMENO 3 MESI E DIPENDENTI DA IMPRESE IN CIGS DA ALMENO 6 MESI La disposizione, contenuta nell`art. 4, comma 3, della legge n. 236/1993, si rivolge ai datori di lavoro, ivi comprese le società cooperative, che non abbiano in corso sospensioni dal lavoro ai sensi dell`art. 1 della legge n. 223/1991 e che non abbiano proceduto a riduzioni di personale negli ultimi 12 mesi, Si deve trattare di un`assunzione a tempo pieno ed indeterminato (o, anche, di ammissione di soci lavoratori) di soggetti in CIGS da almeno tre mesi, mentre l`impresa di provenienza lo deve essere da almeno sei mesi. Incentivi di natura contributiva Per un periodo di dodici mesi la quota di contribuzione a carico del datore è del tutto uguale a quella prevista, in via ordinaria, per gli apprendisti, ossia il 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Presupposto per il «godimento» è la regolarità con le norme che disciplinano il DURC (documento unico di regolarità contributiva) e con il rispetto dei trattamenti economici e normativi previsti dalla contrattazione collettiva nazionale e, se esistente, da quella territoriale od aziendale. L`aliquota complessiva, come sottolineato dalla circolare INPS n. 22/2007, è pari al 19,19%, essendo comprensiva del 9,19% a carico del lavoratore. Incentivi di natura economica L`assunzione di un lavoratore che si trova nelle condizioni appena citate comporta il riconoscimento (sotto forma di conguaglio contributivo) di una somma a favore dell`impresa pari al 50% dell`indennità di mobilità per un periodo non superiore a nove mesi per chi ha meno di 50 anni. L`incentivo sale a 21 mesi nelle aree del Mezzogiorno individuate ex DPR n. 218/1978 ed in quelle ad alto tasso di disoccupazione: se il lavoratore ha più di 50 anni l`incentivo per tali zone è elevato fino a 33 mesi. Con circolare n. 122/1999 l`INPS ha affermato che, qualora tra l`impresa assumente e quella cedente, sebbene distinte, vi sia una sorta di trasformazione o di derivazione, gli incentivi possano essere riconosciuti sulla base di accordi sindacali finalizzati alla salvaguardia dei posti di lavoro, con un impegno del nuovo datore di lavoro teso a garantire la continuazione dell`attività produttiva per un periodo di almeno 12 mesi oltre la durata dei benefici. ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO DI LAVORATORI IN MOBILITA` Art. 25, comma 9, della legge n. 223/1991. Incentivi di natura contributivaL`assunzione a temo indeterminato (anche part-time) di un lavoratore in mobilità comporta un abbattimento della quota contributiva a carico del datore di lavoro per diciotto mesi: essa è pari a quella prevista, in via ordinaria, per gli apprendisti, ossia il 10% sul reddito imponibile ai fini previdenziali. La circolare n. 22/2007 dell`INPS ha chiarito che complessivamente l`aliquota, comprensiva della quota a carico del lavoratore, è pari al 19,19%. Anche in questo caso il «godimento» è strettamente correlato sia al possesso del DURC che al rispetto dei trattamenti economici e normativi previsti dalla contrattazione collettiva, anche territoriale od aziendale, applicabile. E` appena il caso di ricordare come il «godimento» (anche quello di natura economica) non trovi applicazione se l`assunzione è stata effettuata, nei sei mesi successivi al licenziamento dalla stessa o da altra impresa collegata o controllata o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti. Con nota n. 1074/2005 il Ministero del Lavoro ha chiarito che, in ossequio alla disciplina prevista per le società cooperative dalla legge n. 142/2001, gli incentivi previsti per l`assunzione di lavoratori in mobilità sia a tempo indeterminato che a termine, spettano anche a queste ultime. L`INPS, con messaggio n. 3491 del 22 ottobre 1998, ha chiarito che le agevolazioni previste per l`assunzione dei lavoratori in mobilità sia a termine che a tempo indeterminato valgono anche nel caso in cui la stessa avvenga per lavoro a domicilio. Il Ministero del Lavoro, con una nota risalente al 1999, condivisa dall`INPS, ha ritenuto che in caso di maternità con relativa sospensione del rapporto, il datore di lavoro abbia diritto ad usufruire dei benefici contributivi, cosa che comporta il differimento degli stessi per un periodo uguale a quello della sospensione. Ciò non si verifica, invece, nell`ipotesi in cui si registri una volontarietà del lavoratore (es. aspettativa), come chiarito dalla circolare INPS n. 84/1999. Incentivi di natura economica L`assunzione di un lavoratore in mobilità comporta anche un incentivo di natura economica: infatti, se goduta, il datore di lavoro percepisce, attraverso il sistema del conguaglio contributivo, il 50% dell`indennità di mobilità per un massimo di dodici mesi, cosa che, da un punto di vista teorico, porta, a parità di altre condizioni, a favorire l`occupazione di chi è stato da poco inserito nelle liste di mobilità rispetto a quello che è quasi al termine del periodo. ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO NON SUPERIORE A 12 MESI DI LAVORATORI IN MOBILITA` L`art. 8, comma 2, della legge n. 223/1991, incentiva sotto l`aspetto contributivo e sotto quello normativo l`assunzione a termine di lavoratori in mobilità per un massimo di dodici mesi, come mezzo per facilitare il loro reingresso nel mondo del lavoro. Incentivi di natura contributiva Fermo restando il possesso del DURC ed il rispetto dei trattamenti economici e normativi previsti dalla pattuizione collettiva, ai vari livelli, la quota di contribuzione a carico del datore sulla retribuzione imponibile è pari al 10%. Se nel corso del rapporto lo stesso è trasformato a tempo indeterminato il beneficio contributivo spetta per ulteriori dodici mesi. LAVORATORI IN GODIMENTO DI TRATTAMENTO INTEGRATIVO IN DEROGA Nell`intento di agevolare la ricollocazione dei soggetti destinatari di trattamento integrativo in deroga l`art. 7, comma 7, della legge n. 33/2009 ha previsto, in favore dei datori assumenti, un incentivo di natura economica. I datori di lavoro che, potenzialmente, possono accedere agli incentivi sono: a) quelli individuati dall`art. 1 della legge n. 223/1991 che non hanno in atto sospensioni dal lavoro: si tratta delle imprese industriali (o settori correlati, richiamati, anche da altre disposizioni, alla disciplina sul trattamento integrativo salariale straordinario) che, mediamente, nel semestre precedente hanno occupato più di quindici dipendenti, i lavoratori a tempo parziale e quelli con contratto di lavoro intermittente contano in proporzione alle prestazioni svolte. Incentivi di natura economica I datori di lavoro, se assumono, i carenza di obbligo, lavoratori destinatari fino al 31 dicembre 2010, di ammortizzatori in deroga, oppure prestatori licenziati o sospesi per cessazione totale o parziale di attività o per intervento di una procedura concorsuale (es. fallimenti, concordato preventivo, ecc.) da imprese non rientranti nel campo di applicazione dell`art. 1 della legge n. 223/1991, hanno diritto, secondo le modalità fissate nel provvedimento amministrativo attuativo, al «godimento», in caso di assunzione a tempo indeterminato, delle mensilità di integrazione non «incassate» dai lavoratori interessati, detratta la contribuzione figurativa a carico dell`INPS. Il tutto avviene attraverso il sistema del conguaglio fiscale. ASSUNZIONE DI DIRIGENTI PRIVI DI OCCUPAZIONE L`art. 20 della legge n. 266/1997 prevede un beneficio di natura contributiva in favore di quelle imprese o dei loro consorzi che assumano dirigenti, privi di occupazione: la durata dell`incentivo non può superare i dodici mesi. Incentivi di natura contributiva La contribuzione complessiva (comprensiva delle quote sia del datore di lavoro che del dirigente) è ridotta del 50%: secondo i chiarimenti congiunti del Ministero del lavoro e dell`INPS la riduzione non si estende alle aliquote riscosse dagli Enti previdenziali in qualità di esattori ma il cui gettito è destinato ad altri soggetti come le Regioni e lo Stato. Secondo l`Istituto previdenziale resta escluso il solo contributo previsto dall`art. 45 della legge n. 845/1978 destinato al Fondo di rotazione o ai Fondi interprofessionali per la formazione continua previsti, in via originaria, dall`art. 118 della legge n. 388/2000. MERIDIONE - AGEVOLAZIONI PER LE ASSUNZIONI L'art. 2 del Decreto Legge n. 70/2011 - c.d. «decreto dello sviluppo» - riconosce agevolazioni, sotto forma di credito d`imposta, in favore di quei datori di lavoro ubicati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna, che assumono in pianta stabile lavoratori «svantaggiati» o «molto svantaggiati» secondo la definizione fornita dal Regolamento 800/2008/CE. Si ritiene opportuno fissare i punti fondamentali della nuova disposizione: a. beneficiari: la norma che parla di «datori di lavoro» ricomprende in tale accezione sia le imprese che i datori di lavoro non imprenditori; b. assunzioni aggiuntive: l`incremento occupazionale va calcolato come differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato ogni mese ed il numero dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato occupati nei dodici mesi precedenti. I lavoratori a tempo indeterminato e parziale si calcolano «pro quota» rispetto all`orario previsto nel CCNL, per effetto dell`art. 6 del D.L.vo n. 61/2000 (comma 5). L`incremento della base occupazionale va computato al netto delle diminuzioni verificatesi nelle società controllate o collegate ex art. 2359 c.c. o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto. E` considerata società collegata quella in cui un`altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell`assemblea ordinaria, o quella nella quale un`altra impresa dispone di voti sufficienti per esercitare un`influenza dominante nell`assemblea ordinaria, o quella in cui si verifica l`influenza di un`altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali. L`art. 2359 c.c. precisa, inoltre, altri criteri di valutazione nel c.d. «controllo per partecipazione». Per il concetto di collegamento anche per interposta persona, in attesa di chiarimenti amministrativi, si può ritenere estensibile la definizione fornita dall`art. 8, comma 4-bis della legge n. 223/1991 il quale, parlando dei benefici economici in favore di chi assume lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, parla di esclusione per quelle imprese che presentano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell`azienda che ha licenziato, o risulta con quest`ultima in rapporto di collegamento o controllo;. Tutte le assunzioni a tempo indeterminato dei datori di lavoro di nuova costituzione che «nascono» dopo l`entrata in vigore del Decreto Legge, sono considerate nuove assunzioni; c. lavoratori che fanno scattare il beneficio: si tratta dei prestatori assunti a tempo indeterminato appartenenti alle categorie degli «svantaggiati» o dei «particolarmente svantaggiati», secondo al definizione che si evince dal Regolamento 88/2008/CE. Sono considerati «svantaggiati» i lavoratori disoccupati da almeno sei mesi, o privi di diploma di scuola media superiore, o con un`età superiore ai cinquanta anni, o che vivano soli con una o più persone a carico, o che siano occupati in professioni o settori con elevato tasso di parità uomo-donna, o, infine, siano membri di una minoranza nazionale. Sono considerati «particolarmente svantaggiati» i lavoratori privi di occupazione da almeno ventiquattro mesi. Tutto questo si trova al comma 2 che recepisce i commi 18 e 19 dell`art. 2 del Regolamento 88/2008/CE. Da ciò si deduce che i portatori di handicap rientrano nella categoria degli «svantaggiati» e dei «particolarmente svantaggiati» soltanto in presenza degli specifici requisiti sopra riportati e che valgono per la generalità dei lavoratori; d. vantaggio economico: nel caso di assunzione di lavoratori svantaggiati viene riconosciuto un «bonus» sotto forma di credito d`imposta pari al 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all`assunzione. Tale «bonus» è corrisposto per ventiquattro mesi qualora l`assunzione riguardi soggetti «particolarmente svantaggiati». Si ritiene che tali benefici non rientrino nel c.d. «computo de minimis» vista la previsione dell'art. 7, paragrafo 3, del regolamento 800/2008/CE; e. credito d`imposta: va indicato (art. 2, comma 6) nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d`imposta per il quale è concesso ed è utilizzabile soltanto in compensazione entro tre anni dalla data di assunzione. Esso non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione ai fini dell`imposta regionale sulle attività produttive (IRAP); f. decadenza dalla fruizione del credito: ciò avviene se il numero complessivo dei dipendenti è inferiore o pari a quello rilevato mediamente nei dodici mesi precedenti, se i posti di lavoro creati non siano conservati per almeno tre anni, o due anni nel caso di piccole e medie imprese e nel caso in cui vengano accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva da lavoro dipendente per le quali siano state irrogate sanzioni non inferiori a 5.000 euro, oppure violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori, nonché nelle ipotesi in cui la Magistratura abbia emanato provvedimenti definitivi contro il datore di lavoro ex art. 28 della legge n. 300/1970 (condotta antisindacale). Poiché le assunzioni debbono esser a tempo indeterminato, la risoluzione del rapporto del rapporto dopo tre anni o dopo due anni che è il periodo «minimo» per il godimento del credito d`imposta (per le piccole e medie imprese), presuppone una risoluzione del rapporto per giusta causa o giustificato motivo, con le relative tutele legali «reali» od «obbligatorie» correlate. Chiarimenti amministrativi dovranno, altresì, valutare situazione nelle quali il rapporto di lavoro si risolve per volontà del lavoratore (es. dimissioni). La norma relativa al limite delle violazioni non formali entro il quale, comunque, si ha diritto al credito d`imposta (5.000 euro), andrà chiarita alla luce di quanto afferma l`art. 1, comma 1175 della legge n. 296/2006 che subordina il riconoscimento di benefici normativi e contributivi al possesso del DURC ed al rispetto dei trattamenti economici previsti dalla contrattazione collettiva nazionale o, se esistente, da quella territoriale od aziendale. Per completezza di informazione si ricorda, inoltre, che la definizione di piccola e media impresa discende dalla regolamentazione comunitaria: infatti è considerata piccola quella con meno di cinquanta dipendenti e con un fatturato annuo o un totale attivo dello stato patrimoniale inferiore a dieci milioni di euro, media quella con un organico inferiore alle duecentocinquanta unità, con un fatturato annuo inferiore ai cinquanta milioni di euro o un totale attivo dello stato patrimoniale inferiore a quarantatre milioni di euro. Le disposizioni europee forniscono anche la definizione di micro impresa (che non rileva ai fini della presente agevolazione, ritenendosi assorbita in quella piccola) che è quella di un`azienda con un numero di dipendenti pari o inferiore a nove e con un fatturato annuo inferiore a due milioni di euro; g. godimento effettivo dei benefici: il credito d`imposta è in linea con la decisione assunta il 24 - 25 marzo 2011 nel «Patto Europa plus» destinato a favorire, con fiscalità di vantaggio, le Regioni del Mezzogiorno. I NUOVI INCENTIVI ALL`OCCUPAZIONE PREVISTI DALLA LEGGE N. 191/2009 Nel meritevole intento di favorire, in qualsiasi modo, la ricollocazione al lavoro di soggetti con particolari difficoltà che hanno perso il posto di lavoro a seguito della crisi mondiale, il Legislatore, con la legge n. 191/2009, ha previsto benefici destinati alle imprese che prendono nel proprio organico prestatori che si trovano in particolari condizioni. CONTRIBUZIONE INTEGRATIVA IN CASO DI ACCETTAZIONE DI UN LAVORO CON 35 ANNI DI CONTRIBUZIONE Con i commi 132 e 133 è stato previsto, fino al 31 dicembre 2010, un incentivo destinato a favorire il rientro nel ciclo produttivo dei soggetti che risultino disoccupati ma che abbiano almeno trentacinque anni di anzianità contributiva. Che si tratti di lavoratori non occupati si evince chiaramente dal testo normativo, atteso che viene precisato che gli stessi debbono essere beneficiari di «qualsiasi trattamento di sostegno al reddito non connesso a sospensioni dal lavoro»: l`ampia dizione operata dal Legislatore fa sì che possano essere comprese i soggetti in disoccupazione ordinaria anche con requisiti ridotti, in mobilità, anche in deroga, mentre l`incentivo non può trovare applicazione nei confronti di quei lavoratori che pur trovandosi in difficoltà hanno ancora in essere un rapporto con il proprio datore di lavoro come nel caso delle varie ipotesi di cassa integrazione guadagni (ordinaria, straordinaria o in deroga), di solidarietà ex art. 1, comma 1, della legge n. 863/1984 o ex art. 5, comma 5, 7 e 8 della legge n. 236/1993, o di sospensione ex art. 19 della legge n. 2/2009. L`altra condizione richiesta è rappresentata dalla accettazione di una proposta lavorativa che comporti un inquadramento retributivo inferiore di almeno il 20% rispetto a quello di provenienza: la norma non dice altro, tralasciando anche riferimenti alla distanza del posto di lavoro, pur presenti, in passato, in provvedimenti analoghi come quello dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (art. 9, comma 2, della legge n. 223/1991, ove si fa riferimento alla distanza di 50 chilometri e ad un`ora di mezzi pubblici per il trasferimento). Incentivo di natura contributiva Gli viene riconosciuta una contribuzione figurativa integrativa, fino alla data della maturazione del pensionamento e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2010: essa è la risultante della differenza tra il contributo accreditato per le mansioni di provenienza ed il contributo obbligatorio per il nuovo lavoro. Tale disposizione va raccordata con quanto riportato al comma 134, laddove si parla degli incentivi a favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori disoccupati con un`età superiore ai cinquanta anni. La disposizione non è, per così dire, «automatica» in quanto necessita di due passaggi: il primo è rappresentato dalla emanazione di un decreto «concertato» tra il Ministro del Lavoro e quello dell`Economia con il quale andranno disciplinate le modalità di attuazione della disposizione, mentre il secondo è rappresentato dalla domanda che l`interessato dovrà fare (presumibilmente all`INPS, ma questo lo dirà il decreto interministeriale) per poter «godere» del beneficio che risulta finanziato per l`anno corrente con 40 milioni di euro. INCENTIVI PER LE ASSUNZIONI DEGLI «OVER 50»Chi assume (commi 134 e 135) prestatori di lavoro beneficiari dello «status» di disoccupazione e che hanno più di cinquanta anni «gode», per il solo 2010 ed in via sperimentale, di un incentivo che si sostanzia in un abbattimento dei contributi a proprio carico. Gli incentivi sono stati prorogati, per l'anno 2012, dall'articolo 33, comma 25, della Legge di Stabilità (Legge n. 183 del 12 novembre 2011) I prestatori di cui sopra sono coloro che, oggetto di provvedimento di licenziamento, sono beneficiari dell`indennità di disoccupazione con requisiti normali (cinquantadue settimane di contributi da lavoro dipendente nel biennio antecedente la data del licenziamento): detto questo sono, potenzialmente, ricompresi: a) gli impiegati, gli impiegati e gli intermedi, con esclusione di coloro che hanno avuto un contratto di lavoro a tempo parziale di tipo verticale. Tale esclusione è la diretta conseguenza del dettato normativo contenuto nell`art. 19 della legge n. 2/2009 che, peraltro, non fa che riprendere concetti espressi, più volte, dalla Corte di Cassazione che ha ritenuto il periodo di «non lavoro» nel part-time verticale, frutto di una scelta consapevole delle parti e non, quindi, effetto dell`accadimento di un evento involontario; b) i dirigenti privati; c) i lavoratori a domicilio (tranne i periodi intercorrenti tra una commessa e l`altra); d) i soci lavoratori di società cooperative, con esclusione di quelli ricadenti sotto il DPR n. 602/1970; e) gli apprendisti licenziati ex art. 19, comma 1, lettera c), della legge n. 2/2009, come modificato dalla legge n. 33/2009. Questa ipotesi, nel caso di specie, tenuto conto dell`età posseduta dai lavoratori, è del tutto teorica e la si cita, soltanto, per completezza di informazione; f) i lavoratori disoccupati, per il solo 2010 ed in via sperimentale (caratteristica, ormai, costante nel panorama delle integrazioni salariali e di quelle di disoccupazione) che possano computare anche periodi di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, per un massimo di tredici settimane e per i quali sono stati effettuati i versamenti alla gestione separata dell`INPS. Tale disposizione che è contenuta nel comma 131, il quale ha introdotto un nuovo comma, il 2 - bis, all`art. 19 della legge n. 2/2009, detta anche le modalità di calcolo: l`equivalente in giornate lavorative si ottiene dividendo il totale dell`imponibile contributivo dei versamenti relativi agli ultimi due anni per il minimale di retribuzione giornaliera; g) i lavoratori «dimissionari per giusta causa», laddove il recesso è addebitabile al comportamento del datore di lavoro, come in caso di mobbing, di mancata retribuzione, di significative modificazioni peggiorative delle mansioni, di molestie sessuali, di spostamento del lavoratore da una sede all`altra senza che ne sussistano la «comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (Cass. n. 1074/1999) e di comportamento particolarmente ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente (Cass., n. 5977/1985). Tali ultimi casi, elaborati dalla Giurisprudenza di legittimità, traggono origine dall`art. 2119 c.c., atteso che «ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto»; h) le mamme (o i padri) dimissionarie durante il periodo di tutela della maternità, dell`adozione o dell`affido o con un figlio di età inferiore all`anno. I datori di lavoro privati destinatari degli incentivi sono tutti: la norma non fa alcuna distinzione sia rispetto all`organico che al settore. Incentivi di natura contributiva Il beneficio è del tutto analogo a quello previsto per l`assunzione dei lavoratori in mobilità dall`art. 8, comma 2 (assunzione a termine per un massimo di dodici mesi) e 25, comma 9 (assunzione a tempo indeterminato, con un «bonus» contributivo di diciotto mesi) della legge n. 223/1991. Il datore di lavoro paga il 10% del contributo a proprio carico, come previsto, in via ordinaria, per gli apprendisti, dopo le modifiche intervenute con la legge n. 296/2006. La durata dell`incentivo è prolungata in favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori in mobilità o che godano del trattamento normale di disoccupazione con almeno trentacinque anni di anzianità contributiva, fino alla data di maturazione del diritto al pensionamento e, comunque (stando alla temporalità ed alla sperimentalità della disposizione), fino al 31 dicembre 2010. INCENTIVI PER L`ASSUNZIONE DI ALTRE CATEGORIE DI LAVORATORI Nell`intento di favorire, in qualsiasi modo, la ricollocazione del personale espulso dai processi produttivi, il Legislatore (comma 151) ha ipotizzato, anche qui in via sperimentale e soltanto per l`anno 2010 e prevedendo una spesa di 12 milioni, un incentivo finalizzato a favorire le assunzioni. La disposizione si rivolge ai datori di lavoro che nei dodici mesi precedenti non abbiano proceduto a riduzioni di personale con la stessa qualifica posseduta dai lavoratori che si intendono assumere e, al contempo, non abbiano in corso sospensioni dal lavoro ex art. 1 della legge n. 223/1991 (ossia, un trattamento integrativo salariale straordinario). I «costituendi» rapporti di lavoro debbono essere a tempo pieno ed indeterminato e debbono riguardare i lavoratori destinatari dell`indennità di disoccupazione ordinaria o dell`indennità di disoccupazione speciale edile prevista dall`art. 9 della legge n. 427/1975, il cui importo (il dato va riportato per completezza di informazione) è stato agganciato, dal comma 150, alla previsione contenuta nell`art. 1, comma 27, della legge n. 247/2007: in sostanza, esso viene rivalutato annualmente nella misura del 100% dell`indice ISTAT. L`incentivo, che è a domanda, non è di immediata operatività, atteso che la stessa è rinviata all`emanazione di un decreto «concertato» tra il Ministro del Lavoro e quello dell`Economia: esso verrà concesso dall`INPS attraverso i conguagli contributivi e consiste nel numero delle mensilità di sostegno non ancora erogate, detratta la contribuzione figurativa. La disposizione termina richiamando il rispetto dell`art. 8, comma 4 - bis della legge n. 223/1991. Incentivi di natura economica Ripetendo, pressoché pedissequamente, quanto già previsto per la ricollocazione dei lavoratori in CIGS o in mobilità in deroga dall`art. 7 - ter, comma 7, della legge n. 33/2009, il Legislatore limita la possibilità di assunzione ai datori di lavoro del settore industriale che non hanno in corso sospensioni dal lavoro e che nel semestre precedente hanno occupato mediamente più di quindici dipendenti (in questo modo, infatti, va spiegato il riferimento all`art. 1 della legge n. 223/1991). Nel computo rientrano anche gli apprendisti, i dirigenti, i lavoratori a domicilio, gli assunti con contratto di inserimento (se si sostiene l`analogia con i contratti di formazione e lavoro allora compresi) mentre i lavoratori a tempo parziale e quelli «a chiamata» contano in proporzione all`orario svolto. Anche l`incentivo è del tutto analogo a quello previsto dall`art. 7 - ter, comma 7, della legge n. 33/2009, consistendo nel numero delle mensilità non ancora erogate, detratta la contribuzione figurativa. C`è, piuttosto, un elemento che lascia perplessi: per quale motivo si è voluto limitare il campo di applicazione riferito alle imprese con almeno quindici dipendenti del settore industriale ( o assimilato), mentre per gli «over 50» che «godono» i benefici del trattamento di disoccupazione, i possibili destinatari sono tutti i datori di lavoro, a prescindere dal settore e dal numero dei dipendenti? Relativamente al requisito derivante dal fatto che il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti di lavoratori con la stessa qualifica nei dodici mesi precedenti. Il riferimento a tale periodo era, in passato, legato al diritto di precedenza alla riassunzione che, fino al 29 gennaio 2003, data di entrata in vigore del D.L.vo n. 297/2002, era, appunto, di un anno. Oggi esso appare, quantomeno singolare, atteso che con il provvedimento appena citato il diritto di precedenza (peraltro, disponibile da parte del lavoratore) è stato ridotto a sei mesi, con una modifica all`art. 15, comma 6, della legge n. 269/1949, cosa che si è direttamente riverberata anche sulla analoga disposizione relativa ai lavoratori in mobilità, contenuta nell`art. 8 della legge n. 223/1991. L`entità dell`incentivo: esso non è fisso ma è strettamente correlato al numero delle mensilità non ancora corrisposte ai lavoratori: da ciò discende (cosa non nuova, atteso che il principio è lo stesso che regola l`assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori in mobilità (art. 25, comma 9, della legge n. 223/1991) che per il datore di lavoro potrebbe essere più conveniente assumere un lavoratore all`inizio del «godimento» del trattamento, piuttosto che uno verso la fine. Il datore di lavoro deve essere in regola da un punto di vista contributivo. CREDITO D`IMPOSTA PER NUOVE ASSUNZIONI IN AREE SVANTAGGIATE Con l`art. 2, e con i commi compresi tra 549 e 548 della legge n. 244/1997, il Legislatore ha istituito per il triennio 2008 - 2010 un credito d`imposta di 333 euro per ogni nuovo assunto (416 euro se donna) in favore dei datori di lavoro che incrementano il proprio organico nelle Regioni Abruzzo, Molise, Calabria, Puglia, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Incentivo di natura fiscale Il credito d`imposta è calcolato sulla differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese ed il numero dei dipendenti con uguale tipologia contrattuale occupati tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2007. Per i lavoratori a tempo parziale a tempo indeterminato il computo va effettuato «pro - quota» (art. 6 del D.L.vo n. 61/2000). L`incremento va considerato per le società collegate o controllate (e qui vale la previsione dell`art. 2359 c.c.) al netto delle diminuzioni verificatesi nel gruppo. Se un`impresa è di nuova costituzione dopo il 1° gennaio 2008 ogni nuova assunzione a tempo indeterminato (anche parziale e in questo caso vale il principio della proporzionalità) va considerato incremento occupazionale. Il credito d`imposta è utilizzabile in compensazione e non concorre alla formazione del reddito e del valore della produzione per l`IRAP. Con l`art. 37 bis della legge n. 31/2008 sono state introdotte alcune modifiche postulate dal rispetto dei principi comunitari: esso è garantito dal richiamo ai limiti ed alle condizioni previste dal Regolamento CE n. 2204/2002. Successivamente il DM del Ministro dell`Economia del 12 marzo 2008 e la circolare dell`Agenzia delle Entrate n. 48/E del 10 luglio 2008 hanno fissato le modalità attuative che possono così sintetizzarsi: a) i lavoratori assunti ad incremento dell`occupazione non debbono aver prima mai lavorato , o debbono aver perso il posto di lavoro, o debbono essere in procinto di perderlo, o sono portatori di handicap ai sensi della legge n. 104/1992, o sono donne rientranti nella definizione di lavoratore svantaggiato; b) è necessario il rispetto della contrattazione collettiva nazionale di lavoro anche con riferimento ai dipendenti che non danno diritto al credito d`imposta; c) è necessario il rispetto integrale della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, richiamata, «in primis», dal D.L.vo n. 81/2008; d) è necessario che il datore di lavoro, durante tutto il 2007, non abbia ridotto il proprio organico: fanno eccezione i collocamenti a riposo. Il credito d`imposta viene meno: a) se su base annual

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