Mercoledì 17 Ottobre 2018
AREA SINDACALE

Piazza Armerina: panifici in agitazione. Il pane a 1 euro

Concorrenza sleale, monopolio di accesso nelle catene di supermercati, i panificatori di Piazza Armerina reagiscono ad una condizione di mercato che sta soffocando le loro aziende. Per protesta abbassano il prezzo del pane e invitano i cittadini a scegliere il loro panificio di fiducia in difesa del prodotto fresco di lavorazione artigianale. Confcommercio e Cna si schierano in difesa dei piccoli produttori.

Piazza Armerina, 17/03/2010

Da giovedì 18 marzo 2010, i panificatori di Piazza Armerina porteranno il pane al prezzo simbolico di 1 euro al chilo. Lo stato di agitazione della categoria è stato proclamato dopo una concitata assemblea alla quale hanno preso parte il Presidente Provinciale di Confcommercio, Maurizio Prestifilippo ed il Presidente della Delegazione piazzese della Cna, Silvio Piazza. In particolare l'azione di rivendicazione sindacale mira a difendere le aziende artigianali di panificazione e il notevole indotto che esse rappresentano in termini di produzione e lavoro, oltre che la straordinaria qualità del pane artigianale. Il comparto della panificazione sta subendo fortissime pressioni dopo la liberalizzazione dei punti di produzione e vendita degli orari di lavoro e per effetto di logiche distorsive della concorrenza, messe in atto dal Panificio industriale Valle del Dittaino e dalla grande distribuzione. In sostanza il panificio industriale ha posto in vendita ripetutamente una forma di pane di circa ottocento grammi al prezzo di 1 euro, inducendo in errore i consumatori per la forte somiglianza con la forma da un chilo. Questo pane, venduto nei supermercati e nelle botteghe di alimentari, sta mettendo in fibrillazione l'intero sistema dei prezzi del prodotto. Altri panifici artigianali della Provincia di Enna, grazie a contratti con le catene dei supermercati Sidis, Ard discount, Despar, Crai, Sisa, Conad, portano il loro pane nelle diverse città della provincia e i panificatori locali sono costretti a subirne la concorrenza, nella distorta logica del prezzo civetta. Si è determinata quindi una sotterranea forma di concorrenza sleale nei confronti dei panifici locali. Tutto questo avviene in assenza di controlli contro le violazioni delle normative annonarie. Nonostante le fluttuazioni del prezzo del grano, i panificatori sono costretti a pagare la farina a quotazioni superiori al prezzo della materia prima, a volte del 150%. Mentre crescono i costi di energia elettrica, del lavoro, dell`acqua, il prezzo del pane diminuisce fino ad essere inferiore ai costi di produzione. Consapevoli che sono oramai in gioco le loro aziende, il loro lavoro e la sopravvivenza di un prodotto tipico di elevata qualità, i panificatori di Piazza Armerina hanno deciso di adottare, per il pane comune, il prezzo simbolico di 1 euro al chilogrammo per la pezzatura da g. 500, a tempo indeterminato. Per questo i panificatori hanno rivolto un appello ai cittadini consumatori perchè, approfittando anche del prezzo adottato in conseguenza della protesta dei panificatori locali, acquistino il pane dal loro panificio di fiducia, esprimendo solidarietà al settore nella sua giusta causa in difesa del prodotto tipico locale e delle aziende della Città.

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