Lunedì 25 Giugno 2018
AREA SINDACALE

I problemi del commercio ad Enna visti da Prestifilippo

Dalla redazione giornalistica di Dedalo il Presidente provinciale Confcommercio Enna Maurizio Prestifilippo risponde alle domande dei giornalisti sulle condizioni di crisi del comparto commerciale in provincia di Enna.

Enna, 31/01/2011

Nei giorni scorsi il Presidente provinciale Confcommercio Enna Maurizio Prestifilippo (nella foto accanto) ha partecipato ad una tavola rotonda organizzata dalla redazione giornalistica ennese di Dedalo sul tema «Commercio: tutto crisi e polemiche».
Insieme al presidente dell`associazione dei commercianti erano ospiti in studio il Presidente della Camera di Commercio di Enna Liborio Gulino ed il Presidente di Federconsumatori Filippo Cancarè. Nel corso del dibattito i tre esponenti valutato le condizioni del commercio in provincia di Enna.
Maurizio Prestifilippo, rispondendo alle domande poste dagli intervistatori, ha descritto un quadro chiaro della situazione del commercio in provincia di Enna e individuato le cause della difficoltà che il comparto sta attraversando: «La considerazione che in provincia di Enna non si senta la crisi perché siamo oramai in crisi da anni è una considerazione errata - ha affermato il Presidente Prestifilippo - E` ovvio che se interviene una crisi più generalizzata, planetaria, chi stava già male si trova maggiormente in difficoltà. È vero che in provincia di Enna si registrava già una difficoltà per quanto riguarda il potere di acquisto ed i consumi, con una netta distinzione tra Enna capoluogo, dove la capacità di spesa è ancora dignitosa, e gli altri comuni che, ad eccezione di Troina, sono in condizione di grande difficoltà ed l`apertura dell`Outlet certamente non aiuta».
Maurizio Prestifilippo punta il dito anche sulle difficoltà fiscali che il mondo del commercio è costretto ad affrontare: «Siamo in difficoltà anche per quanto riguarda il prelievo fiscale, dal momento che i cluster in cui è inquadrata la provincia di Enna sono uguali a quelli di Milano, il che significa che il fisco si aspetta dalle imprese ennesi i medesimi fatturati di analoghe imprese milanesi. In questo contesto a subire maggiori penalizzazioni è il commercio. Bisogna avere maggiore considerazione per i commercianti che si sentono aggrediti dal fisco, che vedono diminuire i propri proventi in virtù anche dell`apertura di grandi centri commerciali e non hanno risposte certe dal governo. Ci troviamo in un momento che culturalmente deve essere riprogrammato, per dare una prospettiva alle attività commerciali che costituiscono la maggiore fonte di reddito di tutta la provincia».
Il tono della discussione si anima quando l`intervistatore imputa il fallimento del Centro Commerciale Naturale di Enna a contrasti interni ai commercianti: «Nella fase costitutiva del Centro Commerciale Naturale di Enna ci sono state delle divergenze di opinione con l`allora amministrazione Agnello, che ha inteso privilegiare un gruppo di commercianti appartenenti al cuore della città, mettendo in difficoltà un`organizzazione creata dall`associazione di categoria, con la responsabilità dei nostri dirigenti che avevano messo in campo delle opportunità e che per fattori burocratici sono stati esclusi, fino a quando la situazione non si è più recuperata. Questo deficit di avvio non ha causato nulla - sottolinea Prestifilippo - anche in realtà in cui tutto è nato con grande armonia e concordia tra le varie parti in gioco (per esempio Piazza Armerina) non si sono registrati risultati significativi. Al centro c`è il ruolo della politica che sta condizionando in maniera seria l`assetto commerciale e da un confronto con associazioni di categoria, camera di commercio, sindacati ed amministrazioni emerge il concetto che la liberalizzazione del settore commerciale degli ultimi anni ha determinato una trasformazione culturale forte del commercio, per cui grandi gruppi organizzati stanno scendendo sempre più verso sud, la concorrenza di grossi operatori finanziari sta mettendo in difficoltà i piccoli e se non intervengono trasformazioni epocali e serie il piccolo commerciante è destinato ad essere eliminato dal mercato. È il liberismo senza regole che consente la colonizzazione del territorio da parte dei grandi gruppi e che a fronte di attività commerciali, per la maggior parte a conduzione familiare, che danno sostentamento reale a tante famiglie, prevede l`apertura di attività che offrono condizioni di lavoro part time e con dubbie garanzie, con ricadute sulla qualità del lavoro e sul reddito della gente che poi deve spendere nel territorio».
Il Presidente Prestifilippo lancia una precisa accusa alla politica ennese, rea di aver determinato il depauperamento del territorio: «La politica che ha comandato nella nostra provincia ha una responsabilità enorme. A partire dal senatore Crisafulli che ha sempre affermato che quando apre un supermercato si creano posti di lavoro, invertendo un concetto dell`economia secondo cui per favorire l`occupazione si deve aumentare l`offerta. Il concetto è invece inverso: per realizzare sviluppo bisogna aumentare la domanda di beni e servizi. Al fine di realizzare grandi operazioni a volte clientelari, si è danneggiato il tessuto economico, consentendo alla stessa classe politica di mantenere il potere».
Al termine del dibattito comunque Maurizio Prestifilippo ha espresso soddisfazione per le convergenze emerse nel colloquio tra Confcommercio, Camera di Commercio e Federconsumatori: «Dalla discussione e dal confronto oggi sono usciti punti di convergenza straordinari che riguardano il livello degli operatori e ancora sono grandi le difficoltà di dialogo con la politica che decide. Lo dice il Presidente della Camera di Commercio, lo denuncio io con toni più accesi e lo fa comprendere anche il rappresentante dei consumatori. È necessario un momento di incontro vero con una politica che superi la tendenza ad esprimersi più che ad ascoltare. L`idea comune sembra essere quella di trattenere il più possibile i nostri consumatori residenti ed attivare forme più concrete di accoglienza dei possibili nuovi fruitori del nostro territorio con offerta di servizi e prodotti maggiori».

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