Giovedì 21 Giugno 2018
EDITORIALE

La FIVA contro la decisione del sindaco Miroddi di sfrattare i commercianti della Villa Romana del Casale

Filippo Villareale, Presidente provinciale del Sindacato F.I.V.A. Confcommercio Enna, critica aspramente il sindaco e la sua amministrazione per l`atto che giudica grave e frutto di insensibilità alle ragioni delle imprese e dei lavoratori

Piazza Armerina, 07/10/2016

Si respira aria pesante nel piazzale antistante l'area parcheggi della Villa Romana del casale. E non lo afferma perentoriamente solo l'Azienda Sanitaria Provinciale che ha comunicato al sindaco Miroddi la necessità di chiudere baracche e burattini per la presenza di polveri irrespirabili nell'aria, c'è anche Confcommercio che lo dice, dopo aver visionato una delibera dello scorso mese di agosto con la quale il sindaco di Piazza Armerina conferisce incarico ad un legale per operare lo sfratto delle attività commerciali che tre anni addietro furono sistemate in quell'area, costata parecchi milioni di euro all'erario.

Filippo Villareale, Presidente provinciale del Sindacato F.I.V.A. Confcommercio Enna, critica aspramente il sindaco e la sua amministrazione per l'atto che giudica grave e frutto di insensibilità alle ragioni delle imprese e dei lavoratori: «Il sindaco preferisce spendere sedicimila euro del bilancio comunale per sfrattare i commercianti colpevoli di non aver potuto pagare il canone di affitto delle postazioni allocate in un'area che è stata definitivamente dichiarata inagibile e inadeguata».

«Miroddi è sempre rimasto sordo a tutte le segnalazioni che abbiamo fatto in questi anni - dichiara il Presidente del sindacato degli ambulanti - e indifferente alla battaglia che abbiamo fatto per fargli prendere coscienza dei seri rischi di salute a cui si sono sottoposti gli operatori commerciali, costretti a lavorare in un ambiente malsano a causa del manto stradale sconnesso e polveroso e di baracche assolutamente inadeguate all'esercizio del commercio».

«Tutte le nostre richieste sono rimaste puntualmente inascoltate e quando chiedevamo di avviare i lavori o di trovare una collocazione alternativa, il sindaco ha sempre fatto spallucce. Adesso, dopo anni di abusi e di negligenze, l'unico atto che il sindaco riesce a consumare è quello di affidare a un legale l'incarico di sfrattare i commercianti da un'area che era evidentemente inadeguata all'esercizio di attività commerciali».

«In questi anni lo sguardo del sindaco è stato rivolto altrove, ha preferito non vedere e non decidere. L'inadeguatezza dell'esercizio del ruolo di primo cittadino ha generato un clima di approssimazione, di anarchia e di profondo degrado - sostiene Villareale - Se il sindaco pretende che le regole vengano rispettate, deve imparare a rispettarle lui per primo. Se si pretende il pagamento di un servizio, si deve essere certi di aver offerto un servizio adeguato e proporzionale. Nel caso degli operatori commerciali della Villa Romana del Casale, il sindaco ha preferito entrare a gamba tesa contro di loro rifiutando il dialogo e il confronto».

«La storia legata all'area commerciale della Villa Romana del Casale è nata male e corre il rischio di finire peggio. Eravamo facili profeti quando sostenevamo che quella collocazione, così come era stata concepita, non andava bene - conclude il Presidente provinciale della F.I.V.A. Confcommercio Enna - Adesso, a distanza di anni, invece di recitare il mea culpa per una situazione paradossale e fuori da ogni legalità, gli amministratori mostrano i muscoli e decidono di togliere a trenta famiglie il diritto alla sopravvivenza».

Intanto anche il Presidente della Delegazione comunale Confcommercio di Piazza Armerina, Gianluca Speranza, è intervenuto nella questione chiedendo un incontro urgente con il sindaco per tentare di trovare insieme una soluzione che non paralizzi le attività commerciali nell'area della Villa Romana. «C'è - dice Gianluca Speranza - un imperativo categorico per tutti, salvaguardare il lavoro e le attività economiche del sito turistico della città. Abbiamo il fondato sospetto che con questa procedura si vogliano favorire alcuni imprenditori molto vicini all'amministrazione comunale a scapito di altri incolpevoli imprenditori. Il sindaco deve trovare una soluzione condivisa se vuole evitare nuovi danni irreparabili all'economia cittadina. Sarebbe opportuno che il sindaco sentisse l'esigenza di convocare le associazioni di categoria prima di prendere iniziative che potrebbero aggravare il già traballante tessuto economico della Città».

Speranza si dice quindi ottimista che l'amministrazione sappia fermare la mano del legale, aprendo un momento di confronto con le organizzazioni sindacali del settore per evitare un disastro che finirebbe per ritorcersi contro la città e l'amministrazione comunale.

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